RUSCONI: «IMPORTANTE CHE I RAGAZZI SI APPLICHINO»

La categoria maggiore del settore giovanile della Pallacanestro Varese è per questa stagione l’Under 18, composta dai ragazzi del 2000 e del 2001. A guidare questo gruppo c’è una delle bandiere della Pallacanestro Varese, Edoardo Rusconi, che in biancorosso ha vinto ben 6 scudetti e 4 Coppe dei Campioni. Dodo si è calato in questo ruolo mettendo a disposizione dei giovani varesini tutta la sua esperienza e voglia di fare: «il nuovo incarico di seguire una squadra del settore giovanile è interessante e motivante».

Dando uno sguardo al campionato di Eccellenza che disputano i ragazzi Rusconi precisa come «tutte le squadre sono pari avversarie, questi sono gli ultimi anni di apprendistato per poter poi arrivare a giocare nei campionati senior. Quindi non c’è una squadra più debole o più forte, bisogna imparare a rispettare tutti e giocare sempre con determinazione, ogni partita ha lo stesso peso specifico. Educhiamo i ragazzi sempre al rispetto degli avversari».

Avversari che in questa prima fase sono tutti lombardi: «il girone è composto da Legnano, Cantù, Cernusco, MilanoTre e Robur. La prima fase è da 6 squadre, le prime due passano direttamente e le altre iniziano un nuovo girone con la possibilità di andare ancora avanti verso i concentramenti interregionali che precedono le Finali Nazionali».

Per questa stagione l’obiettivo è «vedere la crescita individuale di ogni giocatore e quella collettiva, sottolineo l’imparare a stare in campo insieme, una delle più grosse difficoltà che hanno poi i giocatori quando si trovano in campo; non sanno che sono in 10/12 e non sono soli a entrare in campo, è un punto di vista molto importante. Sono i primi mesi che sto lavorando con loro e puntiamo molto su questo oltre alla crescita delle qualità individuali. Tutti possono fare bene, poi c’è qualcuno che è più predisposto mentalmente e che ci crede di più, ma sta comunque a loro applicarsi al lavoro e crescere».

Concludendo questa presentazione Rusconi si dice soddisfatto di come il gruppo stia maturando, ma che ancora è nulla rispetto al percorso che li aspetta: «ci troviamo bene coi ragazzi, stiamo lavorando bene, però abbiamo fatto solo un gradino e abbiamo una scala da salire. Questi ragazzi hanno tanto da imparare e da dimostrare, considerando anche che non si smette mai di imparare e anche io stesso lo sto facendo con loro».