MENEGHIN: «PROGETTO AMBIZIOSO ED ENTUSIASMANTE»

Oltre ad una leggenda come Dodo Rusconi, alla guida del gruppo Under18, c’è anche un’altra grande bandiera della Pallacanestro Varese ad allenare i ragazzi del settore giovanile, è Andrea Meneghin, con i suoi Under16.

Per il “Menego” ormai sono diversi gli anni all’interno nel settore giovanile biancorosso, ma quest’anno ci sono nuove motivazioni e nuove energie in gioco: «Ho una gran voglia di fare bene, c’è un progetto ambizioso (quello di Ponti, ndr) che finora sta dando i suoi frutti, c’è grande entusiasmo e mi trovo bene. Ho un gruppo di bravi ragazzi che si stanno formando, hanno voglia di fare e di imparare, e ciò mi gratifica. L’anno scorso mi sono fermato a dare solo insegnamenti sui fondamentali, mentre quest’anno posso tornare ad allenare con continuità e la cosa mi piace molto».

Il gruppo è formato dai ragazzi del 2002 e fa parte del girone lombardo del campionato Eccellenza insieme ad altre 10 squadre: «Per ora abbiamo giocato contro Armani Milano, Progetto Giovani Cantù, Cernusco sul Naviglio, Bernareggio e Brescia; diverse squadre con un ottimo settore giovanile e una forte tradizione, fattori che portano grande voglia di fare a livello competitivo. Perciò non ci sono mai partite con un risultato scontato, noi comunque puntiamo a qualificarci e andare avanti in campionato. Abbiamo subito sconfitte con Armani, Bernareggio e Cantù, ma abbiamo dimostrato che quando giochiamo con intensità e siamo concentrati sui dettagli siamo un bel gruppo che può dire la propria».

Non solo campionato però, perché infatti nella stagione che ha preso il via i giovani biancorossi avranno l’opportunità di cimentarsi in un torneo sentito a Varese come il Giovani Leggende: «Sarà un bel torneo, un banco di prova importante con squadre internazionali, con livello fisico più alto e intensità maggiori. Una bella esperienza, in cui si creano uno spirito e un’amicizia che vanno al di là del gioco e questi sono aspetti fondamentali nella crescita del ragazzo».

Proprio la crescita dei ragazzi è al centro del lavoro del Menego: «L’obiettivo principale non è quello di vincere il campionato italiano, ma è quello di far diventare i ragazzi dei giocatori, sempre più coscienti dei loro mezzi, farli diventare degli atleti consapevoli del loro corpo, questo è alla base della crescita di un ragazzo. Poi i risultati sono una conseguenza del buon lavoro quotidiano fatto in palestra; ci sono realtà per ora migliori della nostra, dove c’è un reclutamento e squadre più attrezzate, ma c’è voglia di fare bene e di diventare un settore giovanile che può formare giocatori pronti per il palcoscenico senior e per la Serie A».

Prima di concludere «ci tengo a fare un plauso particolare a Francesco Zambelli, il mio viceallenatore, nonché factotutum del settore giovanile, e Antonello Maruca, il nostro accompagnatore, fondamentale nella chimica dello spogliatoio, quasi come un secondo papà dei ragazzi».